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Scusate se queste poche righe sono in italiano, spero in una traduzione nella nostra lingua di Don Luigi, sta fatica a po fa, dopo che mi ha coinvolto in unimpresa che sa di favola:una serata in onore dei Maestri Fierro, Maringola e dellautore dO Sole mio, egregiamente rappresentata dalla nipotina (dolce eufemismo per una persona di si fatta presenza, esuberante sotto tutti i punti di vista). Grande affluenza discritti alla lista. Tra cui io, guardone redento (non per niente Luigi sulla lista è Don Luigi, lo nomino prelato). Don Luigi mi telefona mi dice "O scé (lui mi chiama amichevolmente così, complice una mia barzelletta di secoli addietro) " me a fa na cortesia, solo tu ma può fa" Con piacere contattatai il Maestro Maringola il quale con la sua voce inimitabile, flebile e volitiva mi chiese cosa avrebbe dovuto fare. Lo rassicurai, " niente", era solo la sua presenza che ci avrebbe gratificato. Per il Maestro Fierro, avevo una lettera di Don Luigi (il quale diciamo, periodicamente na mezzora sì ed una no-, si informava dellandamento dei preparativi. Il 18 aprile 01 la favola di una pizziata indimenticabile diventa realtà. Luigi ed io, preleviamo il Maestro Maringola da casa sua. Il tassista che ci trasporta al ristorante rimane affascinato e contento di tale presenza, guadagna in un sol colpo: corsa, un pizzico di storia culturale napoletana, risate e autografo. La serata inizia con un pensiero floreale per la Sig.ra Mazzucchi (la nipotina già menzionata), continua con unottima pizza (parere personale ma penso condiviso), riprese televisive internazionali, presente nazionali dei partecipanti, allegria tutta Napoletana. Il finale è tutto da ricordare, in pochi attimi lincontro tra Fierro e Maringola, scambio di battute e di ricordi allegria ed emozioni, che colpiscono direttamente i loro ed i nostri cuori Napoletani. Con la nostra M. L. abbiamo il piacere, ed ora anche linvestitura dai due grandi che la storia l hanno fatta, di continuare a perpetrare quella cultura e quei ricordi di una Napoli che si evolve, ma che ha radici ineguagliabili con figli degni dellimmortalità. Sanmario |