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Pizziata Napoli 13 Settembre 2001
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| Elena, Maurizio, Maria Luisa |
I' comme s'abboffa 'o mast''e feste |
Alex, Silvana, Bodi, Elena |
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| Maria Luisa, Annika, Alex |
Scugnizzo, Elena, Maurizio |
Maurizio, Maria Luisa, Annika, Alex |
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| Annika, Alex, Maurizio |
Maria Luisa, Elena, Carmine |
Bodi, Maurizio |
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| Scugnizzo, Céline, Maria Luisa, Carmine |
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Arriviamo a
“La Figlia do Marenaro” a via Foria. “Maurizio,
sembra che siamo i primi, non vedo nessuno.” “Manca ancora dieci minuti,
siamo venuti presto.” Aspettiamo e dopo un pò arrivano Elena, Alex e
Salvatore.. ”Ciao, solo voi qui?” ”Si. Chi altri devono venire?”
”Bodi, Silvana e credo che anche Celine viene.” ”E Carmine, viene anche
lui?” ”Boh, non so.” Aspettiamo ed intanto facciamo due chiacchiere. ”Ma
dove stanno? Qualcuno ha il numero, telefoniamo.” ”Si, ho il numero a
Silvana, eccolo” Telefoniamo. ”Fra tre minuti stanno qui.” ”Eccoli, Bodi,
Silvana e Marialuisa.” ”Celine, dove sta?” ”Non so, oggi è andata a
Amalfi, forse viene più tardi.” ”E Carmine?” ”Ha detto che aveva da
fare, ma se fa in tempo viene.” ”Allora siamo tutti, prendiamo una
tavola?”
Il ristorante è abbastanza follato ma con
l’aiuto di un cameriere troviamo un tavolo abbastanza grande. Il cameriere
apparecchia e lascia i menu. ”Annika tu che vuoi?” ” Fai tu, tanto io non
so cos’è. Decidi tu. Sai che mangio tutto.” Torna il cameriere per prendere
i ordini. Spaghetti a vongole, e linguine a cartoccio. ”È una sorpresa
vedrai.” Impepata di cozze, frittura mista, gamberi e calamari fritti, acqua,
vino bianco, birra e cocacola.
”Ieri sono stata a Somma da Chicchina per
pranzo. Ho mangiato troppo, stavo quasi male, ma era cosí buono. Tutto fatto in
casa” ”Noi ieri siamo stati a Pozzuoli al ristorante Sale e Pepe.
Era buonissimo!” ”Come si fá a rifiutare? Non sono capace.”
”Neanche io. Dopo volevo ubriacarmi con Limoncello.” ”E si, ci vuole,
oppure il Nocio.” ”Però, tocca aprofittare, noi non possiamo mangiare così
buono ogni giorno.”
Aspettiamo sempre il primo piatto. I
camerieri hanno da fá, ma non corrono. Pazienza!
”In Spagna sono convinti che tutte le donne
napoletane portano i baffi!” ”E dai!” ”Si, lo credono di serio. Io mi
sono fatto fotografare
con quattro bellissime ragazze napoletane,
nessuna porta baffi, per convincere i miei amici che non è vero.” ” È si,
per convincere gli amici? Quattro bellissime e tu? Si, si, si capisce!! Volevi
fare il Don Giovanni!!” ”Certo, devo confessare che non mi trovavo tanto
male.”
Vengono i piatti. ”Ti ho detto che era una
sorpresa.” Guardo il piatto, è tutto un pachetto, vedo solo carta bianca.
”Non si mangia la carta peró.” ”Grazie Alex” ”Devi aprirla.” Apro,
assaggio, buonissimo!!
”Cosa si dice dei svedesi allora?” ”Mah, sai……….” ”Si lo so, putroppo, ma pensavo che forse le cose erano cambiate. Nei settanta mi chiedevano se andavamo nudi per le strade, e se si faceva amore pendolando nelle lampadine!!” ”Ma Osram, è svedese?” ”No, mi sa che è tedesca.”
"Ma guarda chi c’è!!!” ”Uè, Carmine!!” ”Vieni, vieni siediti.” Ordina spaghetti alle vongole. ”Guarda Carmine, qui ci fanno aspettà” ”Beh, ho fatto un ordine speciale, vedrai che fanno presto.””Silvana, hai visto il mio telefonino?” ”No Carmine. Non stá in uficio?” ”No non c’era.” Il nostro mast’ e fest’ tiene due! Prende uno e chiama l’altro. ”Ma c’è qualcosa che suona nella tua borsa” ”No Marialuisa, non può essere, ho guardato già.” Prende la borsa. ”Si, stà li dentro, ho sentito quando la borsa passava il mio orecchio.” ”Hai ragione eccolo!”
”Ma Celine, dove stà?” ”No so, forse sta nel albergo.” Ma hai il numero, telefoniamo.” ”Si, vediamo se vuol venire.” Una telefonata a Celine che dice che vuol venire per un café.
Dopo aver pagato il conto andiamo via. Carmine va a prendere Celine con la Vespa e l’appuntamento è deciso alla piazza Bellini. Arriviamo alla piazza. Follata. Nel café per il nostro appuntamento non si trova neanche una sedia.
”Sentite, passiamo di là, attraverso la via. Lì c’è un bar dove possiamo sederci e parlare in tranquillitá?” ”Andiamo, si che è meglio.” Nel’altro bar non c’è nessuno e ci sediamo. Café, Limoncello e acqua. Celine è un pò giù siccome deve partire per Parigi il giorno dopo. Anche per Bodi e me la partenza s’avvicina. Celine fa girare un libretto nel quale vuole che ognuno di noi scrive qualcosa.
Parliamo un pò Bodi ed io di questi sentimenti che teniamo per Napoli, questo che stá dentro il cuore e l’anima e che non possiamo spiegare. Parliamo del fatto che nessuno a casa lo capisce, che pensano che siamo matti. Finalmente ci siamo incontrati. Finalmente qualcuno che capisce. Non siamo matti, siamo……………….. Non lo possiamo spiegare neanche noi cosa è, ma c’è dentro noi con una forza che non puo fermare nessuno.
Purtoppo la sera finisce e come sempre troppo presto. È l’ultima sera insieme, e non so quando vedo questi carissimi amici ancora una volta. La nostalgia c’è nel aria, e tengo qualcosa nello stomaco e nella gola.
Abbraccio forte, forte, è un abbraccio che deve durare per tanto tempo. Maurizio ed io torniamo a Ponticelli sul moto. Questa sera non vedo le stelle o la luna, sono nascosti dalle mie lacrime.
Ancora una volta vi abbraccio forte, forte. Mi mancate tantissimo.
Annika
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