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Erano le 21,30 di ieri che riuscivo a tornare a casa dopo una giornata passata
ad organizzare l'arrivo e la sistemazione di 700 autobus turistici a Roma per
una manifestazione.
Ero, a dir poco, stanco mentalmente.
Mentre mettevo la pentola sul fuoco, per prepararmi la cena, bussano alla
porta. Erano Elisa e la figlia Ivana (quarta elementare).
Quasi disperata, Elisa mi dice: "Genna', sto' in difficoltà. La maestra
ha assegnato un compito ad Ivana ed io non riesco ad aiutarla.".
Leggo la traccia del compito. I bambini dovevano citare cinque canzoni
popolari, indicarne l'origine ed accennare il contenuto.
Confesso che la prima cosa che ho pensato è stata: "E mò c''a faccio
scrivere?".
Dopo un attimo di sgomento ho detto: "Eli', e qual'è 'o probblema?
Assettateve, ca mò risolvimmo 'a quistione.".
Ai bambini, la maestra stava tentando di fare capire la differenza tra
musica/canto popolare e colta. Quindi non potevo prendere in considerazione
"'O sole mio", "Tu ca nun chiagne", "Scetate",
"Era de maggio" e tutto il resto della produzione che va dalla
seconda metà dell'Ottocento in poi.
Mi sono detto: "Ivana, anche se è nata a Biella e vive a Latina, è
Napoletana. La mamma ed il padre, i nonni sono Napoletani. E allora diamo a
questa bambina l'opportunità di sentirsi Napoletana/Meridionale.".
In un attimo, su di un foglio,ho scritto:
1) LO GUARRACINO - filastrocca napoletana (Campania) che narra del tentativo
di fidanzamento di due pesci.
2) LO CARDILLO - canto popolare napoletano (Campania) che parla di un
innamorato che addestra un cardellino per mandare messaggi alla sua bella.
3) MICHELEMMA' - canto popolare napoletano (Campania) che narra del rapimento
di una bella ragazza da parte dei Turchi.
4) FENESTA VASCIA - serenata napoletana (Campania) che narra di un amore non
corrisposto.
5) LA CAMMESELLA - canto popolare napoletano (Campania) che narra di un
giochetto malizioso tra due innamorati.
I CINQUE CANTI RISALGONO AL 1700 CIRCA.
La bambina era contenta. L'indomani sarebbe andata a scuola con il suo
compitino svolto.
Lo sguardo di Elisa sembrava dicesse: "E chisto addo' l'ha pigliate 'sti
ccanzoni?".
Volevo far capire ad Ivana che lei discende da un popolo che ha saputo fare
cultura attingendo dalla cultura.
Volevo dirle: "Sii fiera di essere Napoletana/Meridionale, visto che a
Latina molti giovani si sentono ancora Veneti, Friulani, ... e molti
napoletani, invece, si sentono, oramai, Laziali.".
Ma la stanchezza non me lo ha fatto fare.
Sono, comunque, andato a letto contento ... cantando "Cchiù verde d''e
ffrónne stasera só' ll'onne, só' ll'onne d''o mare... Mme 'ncanto e mme
pare ch''a varca se sperde pe' 'mmiez'a stu vverde. E i' voco, e vucanno, mme
scordo... Mme scordo d''o munno, Marí'!..." e pensando a ... che
forse già stava dormendo.
Gennaro Agrillo
Lazzaro Napoletano
17/10/2001
a 141 a.d.i. / a 202 a.d.t.g.
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