"Per un attore è molto importante sapere quando smettere e lasciare il
teatro prima che questo lasci lui. Poiché esso non ha pietà per gli
attori che non hanno più memoria", questo scriveva Gino Maringola nel
volume autobiografico "Attore, il mio mestiere".
Ma ha veramente finito Gino Maringola di essere attore? Noi crediamo proprio di no e quando è
poeta e quando indossa le vesti del
Maestro per insegnare a giovani leve quello che in cinquant'anni e più di teatro attivo ha
imparato, oggi più che mai vive con loro, con i
giovani.
La sua casa è aperta a tutti coloro che desiderano, con umiltà e volontà, imparare cio che lui ha assimilato
in tanti anni di avanspettacolo, teatro, radio e televisione, E lui con la umiltà del Maestro è pronto a
ricordare fatti e aneddoti che fanno la storia vissuta del grande teatro napoletano.
Ben venga, dunque, la nuova fatica poetica di Gino Maringola, che non sarà l'ultima, dopo
E' penziere d"o core, Mamma Napoli, Attore il mio mestiere, I mestieri di Napoli, Fra'
Diavolo, E' vvoce napulitane, Un Commediante racconta e Ridere, ridere in tre minuti, scenette
comiche napoletane. |
Gino Maringola nasce a Napoli il 13 novembre del 1917 .
Inizia la sua attività artistica come cantante.
Nel '39 viene scritturato dalla compagnia Cafiero-Fumo, fucina nella quale
ha appreso l'arte di recitare, esibendosi poi con le migliori compagnie in
tutti i teatri d'Italia.
Dal 1952 al 1974 alterna la sua attività tra il teatro dialettale e
quello in lingua. Lo troviamo infatti nella compagnia del Teatro Italiano
di Maner Lualdi, accanto ad Emma Gramatica, Gino Cervi, Laura Solari, EIsa
Merlini, Monica Vitti, Ferruccio De Ceresa, Tino Scotti, Paola Tedesco,
Renzo Palmer, Nando Gazzolo, Giuliana De Sio ed altri.
Ha inciso per la casa discografica Fonotype Record dei Fratelli Esposito
dal 1952 al 1974 canzoni e scenette comiche.
Con Nino Taranto ha lavorato per ben sette anni fino a quando Eduardo De
Filippo lo volle accanto a sé affidandogli importantissimi personaggi.
Con il grande drammaturgo napoletano ha lavorato dal 1972 al 1981, anno
che vide il suo addio alle scene, distinguendosi sempre per la sua
versalità e incisività espressiva.
Oggi vive a Napoli ed abita nei Quartieri Spagnoli.
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